La storia


 

Il sito occupato attualmente da Buccino e anticamente da Volcei sorge in punto dominante del Sele e sul Golfo di Paestum, su una colline situata tra i fiumi Tanagro e Platano. Questa favorevole posizione geografica l'ha reso oggetto di un'interrotta frequentazione dall'antichità fino ad oggi. Le più antiche testimonianze risalgono al Neolitico Antico e sono costituite dai materiali ritrovati nelle località di San Mauro e Piani di Buccino. All'Eneolitico (seconda metà del III millenio a.C.) si datano invece alcune tombe ritrovate in località Sant'Antonio, che fanno parte di una necropoli collocabile nell'orizzonte culturale del Gaudo (cultura che prende il nome dalla località vicino a Pasteum in cui si sono avuti i primi ritrovamenti).

L'urbanizzazione si intensificò a partire della seconda metà del VII secolo a.C.. Gli edifici moderni sorgono sui resti della città preromana e romana di Volcei, fondata dai Pelasgi-Oenotri. Tracce dell'insediamento si possono osservare in località S. Mauro a circa 1400 m dall'abitato. Di Volcei parla Plinio in alcune sue opere. Essa fece parte delle 12 città federate della Lucania e dopo aver combattuto e perso contro Roma, divenne municipio romano (Municipium), conservando i vecchi privilegi.

All'età del Bronzo Medio (Protoappenninico B) risale il villaggio ritrovato sulla collina di Tufariello, come prima testimonianza di strutture abitative stabili. Con il passaggio all'Età del Ferro, a partire dalla fine dell'VIII sec. a.C., il colle su cui insiste il paese moderno, diviene il polo attorno al quale si sviluppa l'organizzazione del territorio.

Tra il III e il II sec. a.C., come testimoniano gli scavi più recenti, vennero costruite imponenti strutture sia sacre che pubbliche e nelle campagne furono edificate ville per la produzione di olio e vino. Un suo abitante, Marco Otacilio Crasso fu anche console a Roma nel 261 a.C.. Volcei pare che sia stata completamente abbandonata alla caduta dell'impero sebbene molti elementi indichino il contrario. Nel 1300 il contado di Buccino fu donato dagli Angioini, regnanti a Napoli, al Conte Giorgio Lamagna, che ricostruì e fortificò il castello intorno al quale sorse il nucleo moderno. Successivamente il contado passò a Ferrante Caracciolo, duca di Martina e conte di Buccino. In età moderna il piccolo centro ha preso parte alle grandi vicende nazionali, passando per i moti rivoluzionari contro i Borboni fino ai fermenti che hanno portato all'unità d'Italia.

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